Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
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Saggi

Il corredo della sposa: la lavorazione della ginestra nella manifattura tessile. Il rinnovo di un’antica tradizione - di Rossella Agostino e Marilena Sica

 

Il processo di lavorazione della ginestra, ben attestato almeno fin dal tardo medio evo, è oggi un’attività quasi totalmente scomparsa; questa era un tempo un’attività quotidiana tipica femminile e svolta all’interno delle famiglie, con il preciso scopo di creare il corredo nuziale. Le analisi delle produzioni in ginestra all’interno della più ampia produzione cestaria, così come quella tessile (lana, cotone, seta, canapa e lino), ci porta a riflettere sui metodi e le tipologie dell’intero processo di manifattura dei filati...

Rossella Agostino, Marilena Sica, Il corredo della sposa: la lavorazione della ginestra nellamanifattura tessile. Il rinnovo di un’antica tradizione
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Un’opera di Giannino Castiglioni nella collezione civica della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria - di Roberta Filardi

 

Il rilievo oggetto d’indagine fa capo a una collezione appartenuta all’On. Giuseppe De Nava, illustre reggino, che si distinse per il ruolo preminente di politico e ministro durante i governi dell’Italia del primo Novecento. Durante la XXII legislatura sostenne l’iniziativa ministeriale della nazionalizzazione delle ferrovie e in qualità di Sottosegretario di Stato per l’Interno propugnò la legge sulla Calabria. Dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, De Nava sostenne le leggi in favore dei territori colpiti dal sisma consentendo l’avvio della ricostruzione...

Un’opera di Giannino Castiglioni nella collezione civica della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria - di Roberta Filardi
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La chiesa degli "Ottimati" a Reggio Calabria - di Ferdinando Marino

 

A Reggio Calabria, la ‘moderna’ chiesa degli Ottimati conserva i cospicui resti di un pavimento musivo proveniente dalla “bizantina” chiesa degli Ottimati, alla quale appartenevano anche i fusti di spoglio delle quattro colonne, definiti da Alfonso Frangipane di marmo greco. L’originaria chiesa era di antichissima fondazione, sorgeva in altro luogo non troppo lontano dall’attuale ed era in realtà una chiesa con cripta...

La chiesa degli "Ottimati" a Reggio Calabria - di Ferdinando Marino
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Palazzo Melissari-Nesci a Reggio Calabria: la continuità nonostante i terremoti del 1783 e 1908 - di Ferdinando Marino

 

Il Palazzo Melissari-Nesci - nato come palazzo Melissari e passato ai Nesci nel 1875 e nel 1880 - è ormai l'unico edificio che conservi il suo impianto ottocentesco, benchè privato del terzo piano e con una aggiunta novecentesca dimensionalmente importante, posteriore rispetto al prospetto principale. Di grande interesse si dimostra, pertanto, il tentativo di seguire le vicende della sua edificazione nell'ambito dei piani urbanistici Mori (post terremoto 1783) e De Nava (post terremoto 1908)...

Palazzo Melissari-Nesci a Reggio Calabria: la continuità nonostante i terremoti del 1783 e del 1908 - di Ferdinando Marino
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La Madonna della Cintura - di Caterina Marra

 

Nell’Inventario degli oggetti d’arte d’Italia, Calabria, Alfonso Frangipane così descrive il dipinto su tela di Sebastiano Conca: ” … quadro in tela dipinto ad olio, con la Vergine in gloria e il Bambino in braccio, avente ai lati Sant’Agostino e una Monaca dell’Ordine Agostiniano. Rettangolare m.2,10x3,20. In buono stato di conservazione. Opera di Sebastiano Conca..risulta che questa tela del Conca venne spedita a Reggio da Roma nel 1748.” Entrando in Sant’Agostino, si scopre la tela nella navata destra posta molto in alto sopra l’altare laterale di San Raffaele, subito dopo la porta della sagrestia...

La Madonna della Cintura - di Caterina Marra
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L'Annunciazione di Agostino Ciampelli nella chiesa degli Ottimati di Reggio Calabria (1597) - di Caterina Marra

 

Questa pregevole Annunciazione è una pala d’altare firmata da Agostino Ciampelli, dipinta ad olio su tela, di forma rettangolare che misura m. 2,07x 2,341 . La firma, oggi visibile in parte sul fronte del genuflessorio sul quale è piegata la Vergine, venne letta interamente da Antonio M. Palestino. Lo stesso Palestino riporta dal “Libro antico originale” della Congrega dei Nobili Ottimati che il quadro, ordinato nel dicembre 1595 a Roma, arrivò a Reggio nell’agosto del 1597 e costò 200 ducati: “Nel mese di decembre, previa la consulta de’ fratelli consultori, dagli attuali Ufficiali si scrisse in Roma dandosi l’incompensa che si facesse fare un nuovo Quadro della SS.a Vergine Annunziata da bon professore di pittura delli migliori che esistano in presente a Roma...

L'Annunciazione di Agostino Ciampelli nella chiesa degli Ottimati di Reggio Calabria (1597)
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Reggio attraverso il Catasto provvisorio e il Catasto edilizio urbano - di Maria Pia Mazzitelli

 

Misurandoci con le fonti documentarie e cartografiche catastali ottocentesche di Reggio, pensammo di elaborare, ormai dieci anni orsono, uno strumento di ricerca per i nostri utenti dell'archivio che, lungi dall'avere alcuna pretesa di completezza, fosse una sorta di sintesi dei dati del catasto francese e di quello edilizio urbano che li aiutasse a orientarsi meglio in una prima fase delle loro ricerche sulla struttura urbana della città anteriore al terremoto del 1908.

Reggio attraverso il Catasto provvisorio e il Catasto edilizio urbano - di Maria Pia Mazzitelli
Reggio attraverso il catasto provvisorio[...]
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Antonello da Messina a Reggio Calabria. Il gonfalone della Confraternita di San Michele dei Gerbini - opera perduta ma documentata - e le "tavolette" conservate nella Pinacoteca Civica - di Francesca Paolino

 

Ho scritto recentemente e per questi stessi “Quaderni di Italia Nostra di Reggio Calabria” di un’opera perduta (le ante dell’organo della cattedrale) di un pittore fiammingo-napoletano di notevole levatura artistica, realizzata nel 1579-80 e della quale si conserva solo l’atto di accordo fra il pittore ed il procuratore della città di Reggio. Con lo stesso rammarico di studiosa e di reggina ricordo un’altra gravissima – ancorché più nota – perdita: il gonfalone della confraternita dei Gerbini, opera di Antonello da Messina1, della quale, similmente, rimane l’atto notarile stipulato il 5 marzo del 1457...

Antonello da Messina a Reggio Calabria. Il gonfalone della Confraternita di San Michele dei Gerbini - opera perduta ma documentata - e le "tavolette" conservate nella Pinacoteca Civica
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Reggio e la sua Palazzina. Il ritratto della città nel XIX secolo - di Francesca Paolino

 

La cosiddetta Palazzina è stata l'unitario prospetto architettonico della città affacciato verso il mare che la città ha avuto nell'Ottocento, scaturito dalle direttive del Piano di ricostruzione – noto come Piano Mori – dopo il terribile terremoto del 1783. 
La ricostruzione dell'intera città di Reggio è stata lunga, difficile e traumatica. Non meno complesse e controverse sono state le vicende connesse alla costruzione della Palazzina che ha insistito in gran parte sull'area stretta e lunga già occupata dalle mura di cinta occidentali della città rovinate dal terremoto e poi demolite...

Reggio e la sua Palazzina. Il ritratto della città nel XIX secolo - di Francesca Paolino
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Riflessi fiamminghi a Reggio nel Cinquecento: Le ante dell’organo della cattedrale di Reggio. 1579-1580 - di Francesca Paolino

 

Ha senso raccontare di un’opera d’arte perduta, della quale rimane solo una interessante traccia documentaria?
Si! ha senso e per molte ragioni, non ultima la speranza che alla fine del racconto si sia riusciti a risvegliare nei cittadini di Reggio la consapevolezza che nel passato la città ha vissuto un momento di orgoglio cittadino: quando ha voluto, per il suo edificio più speciale (la cattedrale) un’opera d’arte notevole, dipinta da un pittore fiammingo insediatosi a Napoli dove ha goduto di grande prestigio: Dirck Hendricksz meglio noto, forse, con il nome italianizzato di Teodoro d’Errico «... che per quasi quarant’anni fu motore, perno, protagonista principe del tardo manierismo nell’Italia Meridionale ...

Riflessi fiamminghi a Reggio nel Cinquecento: Le ante dell’organo della cattedrale di Reggio. 1579-1580 - di Francesca Paolino
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Tiberio Alfarano (1525-1594), geracese noto a pochi ma che ha consegnato il suo nome e la sua opera alla Storia - di Francesca Paolino

 

Qualche giorno addietro la RAI ha (ri)mandato in onda un documentario molto bello e molto interessante sulla Basilica di San Pietro a Roma. Alberto Angela (e gli autori) hanno ritenuto indispensabile citare – fra molte cose possibili – il fondamentale e prezioso contributo di un calabrese alla storia ed alla conoscenza della basilica petriana paleocristiana, nei secoli cresciuta a dismisura nelle suppellettili, nelle cappelle, negli altari, nelle sepolture, etc., prima che venisse completamente distrutta dai lavori per la nuova basilica iniziati con il progetto di Bramante per volere di papa Giulio II (1506) e proseguiti – con molti contributi intermedi – fino a Michelangelo ed oltre...

Tiberio Alfarano (1525-1594). Geracese noto a pochi ma che ha consegnato il suo nome e la sua opera alla Storia - di Francesca Paolino
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Due icone veneto-cretesi nella raccolta della Pinacoteca Civica- di Maria Teresa Sorrenti

 

Tra le opere confluite nella raccolta civica e pertinenti la collezione così detta «propria», secondo la definizione che ne dà Placido Olindo Geraci nel suo volume L’Arte bizantina medioevale e moderna del 1976, vi sono alcune testimonianze figurative provenienti da donazioni di privati cittadini costituite rispettivamente da un Trittico con Storie di Cristo e della Vergine ed una tavola con l’Adorazione dei Magi databili - come proposto dagli studi che ad esse hanno rivolto attenzione - al XVI secolo. Esse risultano significative ed interessanti in quanto espressione sotto il profilo iconografico e di stile di un linguaggio che, pur caratterizzato dal perdurare di stilemi bizantineggianti manifesta, di fatto, aperture ed aggiornamenti conseguenti a maturati approfondimenti di coeve esperienze della cultura figurativa italiana...

Due icone veneto-cretesi nella raccolta della Pinacoteca Civica - di Maria Teresa Sorrenti
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La Pinacoteca di Reggio Calabria - di Maria Teresa Sorrenti

 

Il 18 giugno 1882, giorno della festa dello Statuto, veniva inaugurato, alla presenza del sindaco On. Fabrizio Plutino, il Museo Civico di Reggio Calabria. La tanto attesa istituzione, nata per iniziativa di illustri studiosi di storia patria ed archeologici come Mons. Antonio Maria De Lorenzo e Domenico Spanò Bolani (solo per citarne alcuni) aveva come finalità quella di accogliere opere insigni e modesti prodotti di artisti locali, già in possesso di enti e corporazioni religiose soppressi per effetto del R.D. 3036 del 7.7.1866, nonché reperti archeologici provenienti dalle campagne di scavo connesse alla riedificazione cittadina successiva al sisma del 1783 e in occasione della realizzazione della linea ferrata Reggio-Eboli...

La Pinacoteca di Reggio Calabria - di Maria Teresa Sorrenti
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Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1740-1768), Martirio di San Lorenzo - di Maria Teresa Sorrenti

 

Il dipinto raffigurante Il martirio di San Lorenzo, oggi esposto presso la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, proviene dalla collezione del nobiluomo e patriota reggino Federico Genoese, «uomo di molte virtù morali e civili e fino conoscitore di belle arti», come risulta dall'Inventario dei suoi beni mobili e mobilia redatto il 27 luglio 1848 dal notaio Luigi Lo Faro, «...altro quadro di palmi quattro di lunghezza per tre autore Cannizzaro indicante il martirio di S. Lorenzo valore ducati trecento...

Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1740-1768), Martirio di San Lorenzo . di Maria Teresa Sorrenti
Sorrenti_Vincenzo Cannizzaro, Martirio d[...]
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Il luogo della Meraviglia, la Fata Morgana - di Eleonora Uccellini

 

Ci sono luoghi in cui la realtà si intreccia con la fantasia, in cui la natura è talmente forte e splendida da non sembrare possibile. Sono quei luoghi naturali, quei paesaggi, quei panorami, incontaminati o in cui la presenza dell'uomo è tangibile, che nei secoli passati hanno fatto da sfondo a storie leggendarie, alle imprese di eroi ed eroine la cui sola presenza li santificava come luoghi magici e particolari. L'uomo ha poi imparato a raccontare quelle storie che aveva creato affinché il mondo che lo ospitava potesse essere più comprensibile, senza mai dimenticarsi di diffondere il suo messaggio agli altri uomini e in particolare la sua gratitudine all'ambiente naturale e ai suoi magici abitanti. Quelle storie sono arrivate fino a noi e sono diventate parte integrante della nostra cultura; storie che raccontiamo ai nostri figli perché la tradizione non vada dispersa, ma anche perché in fondo, pur non ammettendolo, abbiamo bisogno, nella nostra vita, di ripercorrere i luoghi della Meraviglia...

Il luogo della Maraviglia, la Fata Morgana - di Eleonora Uccellini
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