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Saggi

Il corredo della sposa: la lavorazione della ginestra nella manifattura tessile. Il rinnovo di un’antica tradizione - di Rossella Agostino e Marilena Sica

 

Il processo di lavorazione della ginestra, ben attestato almeno fin dal tardo medio evo, è oggi un’attività quasi totalmente scomparsa; questa era un tempo un’attività quotidiana tipica femminile e svolta all’interno delle famiglie, con il preciso scopo di creare il corredo nuziale. Le analisi delle produzioni in ginestra all’interno della più ampia produzione cestaria, così come quella tessile (lana, cotone, seta, canapa e lino), ci porta a riflettere sui metodi e le tipologie dell’intero processo di manifattura dei filati...

 

Rossella Agostino, Marilena Sica, Il corredo della sposa: la lavorazione della ginestra nellamanifattura tessile. Il rinnovo di un’antica tradizione, in Atti del 3o Convegno Nazionale di Etnoarcheologia, Mondaino, 17-19 marzo 2004, Edited by Francesca Lugli, Alessandra Assunta Stoppiello, 2008

Rossella Agostino, Marilena Sica, Il corredo della sposa: la lavorazione della ginestra nellamanifattura tessile. Il rinnovo di un’antica tradizione
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Un’opera di Giannino Castiglioni nella collezione civica della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria - di Roberta Filardi

 

Il rilievo oggetto d’indagine fa capo a una collezione appartenuta all’On. Giuseppe De Nava, illustre reggino, che si distinse per il ruolo preminente di politico e ministro durante i governi dell’Italia del primo Novecento. Durante la XXII legislatura sostenne l’iniziativa ministeriale della nazionalizzazione delle ferrovie e in qualità di Sottosegretario di Stato per l’Interno propugnò la legge sulla Calabria. Dopo il terremoto del 1908 che distrusse Reggio Calabria e Messina, De Nava sostenne le leggi in favore dei territori colpiti dal sisma consentendo l’avvio della ricostruzione...

Un’opera di Giannino Castiglioni nella collezione civica della Biblioteca “Pietro De Nava” di Reggio Calabria - di Roberta Filardi
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La Madonna della Cintura - di Caterina Marra

 

Nell’Inventario degli oggetti d’arte d’Italia, Calabria, Alfonso Frangipane così descrive il dipinto su tela di Sebastiano Conca:

” … quadro in tela dipinto ad olio, con la Vergine in gloria e il Bambino in braccio, avente ai lati Sant’Agostino e una Monaca dell’Ordine Agostiniano. Rettangolare m.2,10x3,20. In buono stato di conservazione. Opera di Sebastiano Conca.

.risulta che questa tela del Conca venne spedita a Reggio da Roma nel 1748.”

Entrando in Sant’Agostino, si scopre la tela nella navata destra posta molto in alto sopra l’altare laterale di San Raffaele, subito dopo la porta della sagrestia...

Caterina Maria Marra, La Madonna della Cintura nella chiesa di Sant’Agostino a Reggio Calabria - in Calabria Sconosciuta Anno XXIII, n.87

La Madonna della Cintura - di Caterina Marra
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Reggio attraverso il Catasto provvisorio e il Catasto edilizio urbano - di Maria Pia Mazzitelli

 

Misurandoci con le fonti documentarie e cartografiche catastali ottocentesche di Reggio, pensammo di elaborare, ormai dieci anni orsono, uno strumento di ricerca per i nostri utenti dell'archivio che, lungi dall'avere alcuna pretesa di completezza, fosse una sorta di sintesi dei dati del catasto francese e di quello edilizio urbano che li aiutasse a orientarsi meglio in una prima fase delle loro ricerche sulla struttura urbana della città anteriore al terremoto del 1908.

Reggio attraverso il Catasto provvisorio e il Catasto edilizio urbano - di Maria Pia Mazzitelli
Reggio attraverso il catasto provvisorio[...]
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Riflessi fiamminghi a Reggio nel Cinquecento: Le ante dell’organo della cattedrale di Reggio. 1579-1580 - di Francesca Paolino

 

Ha senso raccontare di un’opera d’arte perduta, della quale rimane solo una interessante traccia documentaria?

Si! ha senso e per molte ragioni, non ultima la speranza che alla fine del racconto si sia riusciti a risvegliare nei cittadini di Reggio la consapevolezza che nel passato la città ha vissuto un momento di orgoglio cittadino: quando ha voluto, per il suo edificio più speciale (la cattedrale) un’opera d’arte notevole, dipinta da un pittore fiammingo insediatosi a Napoli dove ha goduto di grande prestigio: Dirck Hendricksz meglio noto, forse, con il nome italianizzato di Teodoro d’Errico «... che per quasi quarant’anni fu motore, perno, protagonista principe del tardo manierismo nell’Italia Meridionale ...»

Riflessi fiamminghi a Reggio nel Cinquecento: Le ante dell’organo della cattedrale di Reggio. 1579-1580 - di Francesca Paolino
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Tiberio Alfarano (1525-1594), geracese noto a pochi ma che ha consegnato il suo nome e la sua opera alla Storia - di Francesca Paolino

 

Qualche giorno addietro la RAI ha (ri)mandato in onda un documentario molto bello e molto interessante sulla Basilica di San Pietro a Roma. Alberto Angela (e gli autori) hanno ritenuto indispensabile citare – fra molte cose possibili – il fondamentale e prezioso contributo di un calabrese alla storia ed alla conoscenza della basilica petriana paleocristiana, nei secoli cresciuta a dismisura nelle suppellettili, nelle cappelle, negli altari, nelle sepolture, etc., prima che venisse completamente distrutta dai lavori per la nuova basilica iniziati con il progetto di Bramante per volere di papa Giulio II (1506) e proseguiti – con molti contributi intermedi – fino a Michelangelo ed oltre...

Tiberio Alfarano (1525-1594). Geracese noto a pochi ma che ha consegnato il suo nome e la sua opera alla Storia - di Francesca Paolino
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Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1740-1768), Martirio di San Lorenzo - di Maria Teresa Sorrenti

 

Il dipinto raffigurante Il martirio di San Lorenzo, oggi esposto presso la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, proviene dalla collezione del nobiluomo e patriota reggino Federico Genoese, «uomo di molte virtù morali e civili e fino conoscitore di belle arti», come risulta dall'Inventario dei suoi beni mobili e mobilia redatto il 27 luglio 1848 dal notaio Luigi Lo Faro, «...altro quadro di palmi quattro di lunghezza per tre autore Cannizzaro indicante il martirio di S. Lorenzo valore ducati trecento...» ...

 

Pubblicato in:

M. T. Sorrenti, Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1740 - 1768), Martirio di San Lorenzo, in Riverberi pittorici. Gli artisti del Settecento calabrese e la figura di Francesco Colelli, a cura di M. Panarello, catalogo della mostra (Lametia Terme, Palazzo de' Medici 31 agosto - 3 novembre 2019), Corigliano - Rossano, 2019, pp. 187 - 191.

Vincenzo Cannizzaro (Reggio Calabria 1740-1768), Martirio di San Lorenzo . di Maria Teresa Sorrenti
Sorrenti_Vincenzo Cannizzaro, Martirio d[...]
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Il luogo della Meraviglia, la Fata Morgana - di Eleonora Uccellini

 

Ci sono luoghi in cui la realtà si intreccia con la fantasia, in cui la natura è talmente forte e splendida da non sembrare possibile. Sono quei luoghi naturali, quei paesaggi, quei panorami, incontaminati o in cui la presenza dell'uomo è tangibile, che nei secoli passati hanno fatto da sfondo a storie leggendarie, alle imprese di eroi ed eroine la cui sola presenza li santificava come luoghi magici e particolari. L'uomo ha poi imparato a raccontare quelle storie che aveva creato affinché il mondo che lo ospitava potesse essere più comprensibile, senza mai dimenticarsi di diffondere il suo messaggio agli altri uomini e in particolare la sua gratitudine all'ambiente naturale e ai suoi magici abitanti. Quelle storie sono arrivate fino a noi e sono diventate parte integrante della nostra cultura; storie che raccontiamo ai nostri figli perché la tradizione non vada dispersa, ma anche perché in fondo, pur non ammettendolo, abbiamo bisogno, nella nostra vita, di ripercorrere i luoghi della Meraviglia.

 

Pubblicato in:
E. Uccellini, I luoghi della Meraviglia, la Fata Morgana, in 
Luoghi/Non Luoghi/Superluoghi, Instant Book, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, 2007, pp. 257-259

Il luogo della Maraviglia, la Fata Morgana - di Eleonora Uccellini
Uccellini_fata morgana.pdf
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