Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
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Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria

20 novembre 2020

 

Si svolgerà in modalità webinar on TEAM platform, il seminario organizzato da Italia Nostra e dalla Università Politecnica delle Marche sul tema "Per una nuova cultura del Paesaggio verso la Green Deal Strategy. L'attualità della Convenzione Europea del Paesaggio nella prospettiva educativa".

 

L’Iniziativa è valida ai fini della formazione ed è accreditata sulla piattaforma SOFIA con l’identificativo n. 50695

Per informazioni rivolgersi alla segreteria organizzativa: Italia Nostra, coordinamento Patrizia Di Mambro educazioneformazione@italianostra.org

 

per partecipare all’iniziativa cliccare qui o digitare https://bit.ly/2IkBuKo

19 novembre 2020 - Nasce la rubirca "IN un flash"

 

Non sempre si può fissare il momento in cui un’idea si affaccia alla nostra mente, nè sapere perchè essa arrivi: l’idea di una nuova ‘rubrica’ per i «Quaderni di Italia Nostra» è nata così, quasi per caso, pensando che qualche nostro lettore o lettrice possa non avere la pazienza e la costanza di leggere i nostri saggi che potrebbero risultare impegnativi, specie in questi tempi di inquietudini e insofferenze.

Ecco allora l’idea di catturare la sua attenzione – ma anche quella dei lettori e delle lettrici più pazienti – semplicemente con un’immagine e una didascalia.

E i temi? Saranno temi d’arte o naturalistici, ma “singolari”, circoscritti ma con qualcosa in più, che sia una reinterpretazione o un diverso punto di vista, una curiosità o qualsiasi cosa solleciti il nostro interesse…

Il titolo della rubrica dà immediatamente senso al nostro progetto: IN un flash.

 

Buona lettura,

Francesca Paolino

 

24 settembre 2020

E' online il canale Youtube della sezione che raccoglie diversi video che raccontano le vaie attività svolte in questi anni.

 

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21 settembre 2020

 

Pubblicati gli ultimi tre articoli dei Quaderni di Italia Nostra Reggio Calabria:

- Il lago dell'Aquila. Un interessante lago naturale costiero nella Piana di Rosarno (RC) - di Alessandro Crisafulli

- Problemi di conservazione della flora in Aspromonte - di Alfonso Picone Chiodo

- Reggio Calabria 1926. La IV Biennale d'Arte Moderna e la mostra concorso" La Chiesa Parrocchiale" - di Maria Teresa Sorrenti

 

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Giorgio Bassani

30 maggio 2020
Ricordando Giorgio Bassani
di Vincenzina Mazzuca

Giorgio Bassani (Bologna 4 marzo 1916 – Roma 13 aprile 2000) nacque da una ricca famiglia di origini ebraiche trasferitasi poi a Ferrara, dove Bassani trascorse la giovinezza e che divenne la sua città elettiva. Compì la formazione letteraria presso l’Università di Bologna, avendo come maestri Carlo Calcaterra e Roberto Longhi, e strinse amicizia con un folto gruppo di letterati, storici dell’arte, pittori e poeti che gli ispirarono le linee della sua poetica e l’arte della connessione fra generi e forme culturali: poesia e prosa, arte e vita, pittura e scrittura, memoria e modernità. Giornalmente percorreva in treno il tratto Ferrara-Bologna e in una poesia ricorda la dolcezza del ritorno:”E’ a quest’ora che vanno per calde erbe infinite/verso Ferrara gli ultimi treni con fischi lenti/salutano la sera, affondano indolenti/nel sonno che via via là spegne le pievi rosse, turrite”, mentre dal “finestrino aperto l’alcool delle marcite entra…”. Dalla lezione di Roberto Longhi ebbe modo di approfondire la pittura ferrarese del Cinquecento e di affinare quella naturale visività e quel gusto pittorico che si esprime nei cangianti impasti tonali dei paesaggi: Ferrara solitaria nello sconfinato delta di brume, acque e basse terre, veri protagonisti del Romanzo di Ferrara, dove confluiscono le Cinque storie ferraresi, il romanzo breve Gli occhiali d’oro, e i romanzi della maturità, Il giardino dei Finzi Contini e L’Airone. E se Bologna lo segna culturalmente, Ferrara gl’imprime lo stigma dell’appartenenza morale e sentimentale, con il suo grumo di microstorie che appellano la Storia, Itaca di un tormentato Ulisse.

La Ferrara di Bassani non è il centro storico, ma la geometria eccentrica che parte da Corso Ercole d’Este (la cosiddetta ”addizione erculea” realizzata dagli Este nel Rinascimento, così bella, orlata di orti e giardini e da dimore patrizie, e così amata dai turisti che il Comune - si dice in uno dei romanzi - decise di sottrarla all’abusivismo) e, passando dall’ex ghetto dove sorge la Sinagoga, sconfina nello spiazzo erboso recintato dalle mura dell’Angelo (che Bassani farà restaurare durante la sua attività di Presidente di Italia Nostra), culminando ancora più lontano nel vecchio cimitero ebraico abbandonato. La città interiore è dunque in questo triangolo rovente dell’ebraicità, nel geroglifico del passato di un antichissimo popolo preso nella ripetizione della Storia, nello scontro tra la vita e la morte, nella memoria sepolta in strati di lontananza e oblio. E’ il tragitto percorso da Giorgio, io narrante e alter ego dello scrittore, nel romanzo Il giardino dei Finzi Contini, nel suo ossessivo andirivieni verso il misterioso giardino della ricca e distaccata famiglia ebraica, orgogliosamente “conclusus”, dove una sfolgorante gioventù ebraica viene “ricoverata” vanamente contro la violenza dei tempi, e dove Giorgio, il testimone sopravvissuto, corre, novello Orlando, alla ricerca dell’amata e sfuggente figlia dei Finzi Contini, Micòl. Qui si schiude il regno di una natura vivente nell’unità del creato. Attraverso l’antico topos del giardino di cui Micòl, Kore o ninfa, è divinità officiante, un giorno Giorgio scopre il rapporto sapienziale della fanciulla con le antiche specie arboree esotiche e domestiche. Le nomina ad una ad una, ne venera la vetustà e grandiosità, le sente e le comprende e nel gioco dell’immaginazione le lega al flusso passato- presente. Verso le piante da frutta la venerazione diviene affetto non diverso da quello verso l’umile servitù, nel mentre le accarezza con i più dolci nomignoli vernacolari. Una parentela tra viventi.

Trasferitosi a Roma, questo profondo sentimento della natura costituirà il nesso unitario che lo legherà all’illuminata cerchia di intellettuali dove si dibattevano i temi della tutela del patrimonio culturale e naturale, nel momento in cui si profilavano, nello sventramento di un palazzo nel centro di Roma, gli appetiti predatori degli immobiliaristi. E così che nel 1956, assieme a Pietro Pompeo, Luigi Magnani e Huber Howard, Bassani sigla l’atto costitutivo di Italia Nostra finalizzato alla “salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali”. Bassani ne divenne Presidente dal 1956 al 1980 e, successivamente, Presidente onorario. Oltre venticinque anni di militanza a difesa del patrimonio culturale italiano, non solo attraverso il lavoro di ripristino e salvaguardia, ma anche attraverso quello riflessivo sull’impianto teorico della prassi. In questo contesto si focalizza il richiamo alla piena attuazione dell’art. 9 della Costituzione, si individua il soggetto “in primis” responsabile del bene, cioè lo Stato, si asserisce la valenza etica e dunque pratica dell’impegno di tutela e valorizzazione e si sostiene una pedagogia della fruizione estetica del “bene”, che è tale in quanto espressione dell’identità nazionale. A tutto questo il Nostro si dedicò con la tenacia riservata alle grandi battaglie dove si decide la civiltà e il futuro di un popolo, con la tempra forgiata nell’incandescente materia di vita della sua giovinezza: la traumatica scoperta della propria diversità ebraica, la persecuzione razziale, il carcere subìto nel 1942 e la successiva lotta partigiana. Molti ricordano la sua visita accorata alla Certosa di Padula in abbandono, poi puntualmente restaurata, e le sue analisi sulla decadenza di Venezia:“Venezia soffre delle conseguenze di una cultura che tende a estrapolarla e a farne qualcosa che non appartiene più alla vita ma soltanto ai sogni dei poeti (dei cattivi poeti, tuttavia, perché i veri hanno eccome! Il senso del rapporto tra l’arte e la vita)”

Bassani con il realismo non disgiunto dalla “visione”, dinanzi alle necessità dello sviluppo produttivo, da una parte, e della preservazione dei valori dell’umanesimo dall’altra, sceglie una possibile interazione mediante i concetti di misura e limite, che oggi chiameremmo sostenibilità. Talvolta la realtà è ostile alle idee, ed ecco l’azzardo del ricorso a parole allora desuete come “religione“ e “sacro”, di cui sente la forza mobilitante e sovvertitrice in un quadro laico di valori. L’industria, afferma, giunta alla sua efficienza, ha bisogno, per sopravvivere, di una “religione che sappia contraddire a tutto ciò che tende a trasformare l’uomo in puro consumatore. Il predatorio non è più possibile”. E l’Italia è paese sacro per il mondo intero, perché vi è passata una storia generatrice di bellezza. Altre volte così definisce la radicalità del suo impegno: ”Sono il Presidente di Italia Nostra e ho l’obbligo di fare il “pazzo”, cioè di dire la verità fino in fondo”.

In questi anni di fervido coinvolgimento di coscienze e sensibilità, nel 1974 nasce il Ministero dei beni culturali. Per la coraggiosa fedeltà all’idea, Folco Pratesi, ricordando Bassani, si chiede come sarebbe stata l’Italia senza di lui e senza Italia Nostra: un passato ferito e un patrimonio forse per sempre degradato.

7 maggio 2020

La Giornata Virtuale dei Beni in Pericolo è prolungata fino a fine maggio

Seguiteci su Facebook, Instagram e Twitter perché la campagna della Giornata Virtuale dei Beni in Pericolo 2020 prosegue per tutto il mese di maggio con un post al giorno dedicato ai beni della nostra Lista Rossa. Dopo il successo della GVBP di Italia Nostra, continuano le segnalazioni delle sezioni sui beni in sofferenza su tutto il territorio nazionale: un’occasione per scoprire non solo una parte del nostro Patrimonio Culturale, ma anche il grande lavoro dei volontari di Italia Nostra e magari iscriversi a Italia Nostra: partecipare alle nostre attività è un modo per impegnarsi fattivamente per il bene comune.

5 maggio 2020

Italia Nostra Reggio Calabria - Buon centenario signora Desideria Pasolini dell’Onda!

di Francesca Paolino

 

Il 27 aprile 2020 ha compiuto cento anni Desideria Pasolini dell’Onda, donna straordinaria per l’impegno che ha profuso nella difesa del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese.
Nel 1955 con altri uomini e donne di pari intelligenza, cultura e generoso impegno – Elena Croce, Giorgio Bassani, Pietro Paolo Trompeo, Luigi Magnani, Filippo Caracciolo, Hubert Howard, – ha fondato un’associazione benemerita, Italia Nostra, della quale è il solo membro fondatore superstite...

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I QUADERNI DI ITALIA NOSTRA RC

 

Dallo stop alle nostre frenetiche vite, imposto dall’epidemia di “coronavirus”, nasce l’idea di rigenerare il sito web della nostra sezione: una delle poche possibili attività da svolgere durante la, ormai, purtroppo abituale, condizione del “restare a casa”.

Con “I Quaderni di Italia Nostra Reggio Calabria”, ci proponiamo di realizzare uno spazio di approfondimento sui temi e sugli elementi del patrimonio culturale e naturale riferibili prevalentemente al territorio reggino, calabrese e meridionale.

Abbiamo scelto di recuperare la felice esperienza editoriale nazionale de «I Quaderni di Italia Nostra», declinandola a livello locale, proprio per dare all’iniziativa il significato della continuità negli intenti, orientati ad evidenziare la rilevanza dell’art. 9 della nostra Carta Costituzionale, nella cui direzione il nostro statuto ci impegna, e a contribuire alla sua – quanto più possibile diffusa – applicazione.

La rubrica proporrà contenuti utili a fornire conoscenze e spunti per ulteriori, eventuali approfondimenti e ricerche su un patrimonio, il nostro, spesso non identificabile in grandi, evidenti concentramenti, ma sparso, in luoghi da cercare con appassionata attenzione; sovente in piccoli centri, a volte, sede di minori, ma preziosi musei e biblioteche e custodi di complessi paesaggi culturali e antropologici di singolare interesse.

Il carattere divulgativo, volutamente prescelto, con il preciso intento di contribuire all’accessibilità alla cultura, intesa nella sua più ampia accezione di “...condicio sine qua non per una società ed una economia sostenibili e sane perché capaci di vincere le sfide lanciate dalla crisi del vecchio modello economico della produzione industriale di massa ...”(1).

L’arte, l’architettura, la storia, le tradizioni, gli elementi della natura, come “sfumature di uno stesso importante interessamento dell’uomo” e l’interpretazione che la scienza offre degli elementi che li costituiscono, attestano come “… lo spirito e il bello si fondono insieme …”(2).

Siamo convinti che, contribuire a far conoscere il patrimonio culturale e naturale e la nostra storia come memoria attiva, possa stimolarne la difesa per evitare che “… antichi edifici, antiche zone monumentali, invece di venire interamente risanati come in tutti i paesi gelosi del loro volto storico, vengano frettolosamente abbattuti per sostituirli con volgari e quasi sempre mastodontiche costruzioni che permettono maggiori guadagni agli impresari, ma deturpano per sempre il volto delle nostre città…” (3).

Crediamo, altresì, con Domenico Minuto, che ogni pur timido stimolo alla conoscenza possa essere utile “… a chi voglia operare in Calabria senza aggiungere altre ferite alla nostra terra devastata ed altre distruzioni al patrimonio delle passate generazioni...” (4).

 

Angela Martino,

Presidente Italia Nostra RC

 

 

 

1 Manifesto di Matera sull’Accessibilità Universale, Matera 2014.

2 Thomas Mann, La montagna incantata, Ed. S. Fischer Verlag, Berlino, 1924, XI Edizione, Coll. I grandi scrittori del Novecento, Corbaccio, 2018.

3 Dal discorso tenuto al Rotary Club di Roma il 26/3-1957 da Umberto Zanotti Bianco, pubblicato su Bollettino del Rotary Club, f. CVI, marzo ’57, pp. 20-23, in Umberto Zanotti Bianco 1889-1963, a cura di Ielardi G., Italia Nostra, 1996.

4 Domenico Minuto (a cura di), Sussidiario Calabrese. Suggerimenti per studiare la Calabria, Città del Sole Edizioni, Reggio Calabria 2010.

21 dicembre 2019 - I nostri auguri per Voi!

Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
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