Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
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Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria

Tutela del Patrimonio Culturale

17 luglio 2016

COMUNICATO STAMPA ITALIA NOSTRA NAZIONALE
ITALIA NOSTRA: L’UNESCO CHIEDE AL GOVERNO ITALIANO

MISURE URGENTI PER VENEZIA O SARA’ NELLA DANGER LIST

La risoluzione adottata dall’UNESCO, oggi, giovedì 14 luglio nella 40 a sessione a Istanbul, relativa al sito Venice and its Lagoon, è il riconoscimento della fondatezza delle posizioni di Italia Nostra e delle sue denunce sullo stato di pericolo della città, e di tutti coloro che hanno lavorato in questi anni per la tutela della città e della sua Laguna. Nell'ottobre dello scorso anno tre commissari (Unesco, Icomos, Ramsar) hanno effettuato a Venezia un’ispezione e redatto una relazione sfociata nella risoluzione comunicata oggi.
La risoluzione dell’UNESCO - riconoscendo come reali i rischi per la conservazione del sito da noi denunciati - richiede allo Stato italiano entro il primo febbraio del 2017 di presentare un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione del sito, chiedendo contestualmente misure urgenti, quali il fermo di qualsiasi nuovo progetto infrastrutturale, un documento «legale» che introduca la proibizione alla grandi navi passeggeri e commerciali di entrare in Laguna, l’introduzione di limiti nel traffico acqueo (di velocità, e nel tipo di scafi e imbarcazioni) in città e in Laguna e una strategia efficace per un turismo sostenibile.
In mancanza di progressi, l’UNESCO prenderà in considerazione di iscrivere il sito nella lista dei siti in pericoli, al pari di luoghi a rischio di essere istrutti da eventi bellici. Uno schiaffo che il governo italiano si spera non voglia subire, correndo finalmente ai ripari con decise misure per la tutela di Venezia e della Laguna, quali l’estromissione delle grandi navi croceristiche, il contenimento del traffico di grandi navi commerciali in Laguna e dei danni provocati dal Canale dei Petroli, la rifunzionalizzazione idraulica della Laguna centrale, e una politica di forti incentivi economici a sostegno della residenza e delle attività tradizionali o comunque non legate al turismo. Vale a dire una nuova legge speciale.
Italia Nostra negli anni scorsi ha scritto tre lettere all'Unesco denunciando le gravi minacce che su Venezia e la sua Laguna incombono, chiedendo di inserire il sito nella Danger list. La Laguna di Venezia infatti, dichiarata assieme e inscindibilmente a Venezia sito culturale di importanza mondiale (definita dal Rapport périodique dell’UNESCO 2006 «an outstanding example of a semi-lake settlement», che necessita «as much protection as the palaces and the churches»), è in serio pericolo di veder distrutte le sue forme caratteristiche e la sua morfologia a causa di progetti infrastrutturali, anche finalizzati alla promozione di attività portuali, proposti da autorità statali e locali anche amministrativamente diverse da Venezia ma insistenti sullo stesso territorio lagunare... La città di Venezia inoltre è oggetto di un turismo di massa sempre più devastante, per nulla regolato o pianificato, che cancella il modo di vivere peculiare della città e ne espelle gli abitanti». Per questi motivi, al fine di esprimere un’azione più stringente di tutela, Italia Nostra invitava il World Heritage Committee a prendere in considerazione la possibilità di inserire Venezia e la sua Laguna nella Danger List, ed eventualmente di cancellare Venezia e la sua Laguna dalla lista dei siti patrimonio mondiale dell’umanità.

29 settembre 2015 - Salta la nuova pavimentazione del Corso Garibaldi!!!!
Noi non abbiamo mai avuto dubbi sulla qualità dell'intervento e dei materiali utilizzati

21 luglio 2015 - FORSE SALVA ALMENO UNA PARTE DELLA PAVIMENTAZIONE DEL CORSO GARIBALDI

Finalmente! Sembra che le istituzioni (Comune e Soprintendenza) comincino a dialogare per la ricerca di una percorribile strada verso lo stop alla distruzione del lastricato storico del Corso Garibaldi, nella direzione che Italia Nostra aveva sollecitato da tempo, anche investendo direttamente del problema il Ministero per i beni culturali. L’annuncio dell’Assessore ai Lavori pubblici del Comune, apparso sulla stampa, fa ben sperare e da conferma della sensibilità nei riguardi del problema (grande pasticcio che si è ritrovata sul tavolo) che la stessa ha manifestato nei diversi incontri avuti con le associazioni allarmatissime di fronte allo scempio che si veniva perpetrando sul Corso Garibaldi. 
Oggi, probabilmente, un provvedimento mirante a salvare il salvabile, risulterebbe apprezzato anche dai molti cittadini che hanno provato a passeggiare con sofferenza sul nuovo lastricato e dai molti che, avendo visitato i centri storici delle diverse città d’Italia e del mondo, hanno potuto constatare con quale gelosa cura, negli stessi, vengano conservate e restaurate le pavimentazioni storiche.
Certo, a qualcuno potrà sembrare assurdo immaginare la coesistenza di due facce della principale arteria della città e dover accettare la dispersione dei basoloni già divelti e la possibile destinazione degli stessi verso direzioni imprevedibili, ma la cancellazione totale della pavimentazione storica è sicuramente una prospettiva da scongiurare. Quanto ai blocchi lapidei già asportati si chiede che essi vengano numerati, stoccati e custoditi da ben individuati responsabili proprio al fine di garantirne la conservazione e il riutilizzo in contesti di riqualificazione urbana o in sostituzione di quelli nuovi quando sarà necessario.
La vicenda che - tra irresponsabili o parziali permessi di precedenti soprintendenti e dirigenti dei beni culturali, miopie e superficialità di amministrazioni, funzionari e commissari cittadini, rassegnazione e paura di perdere i finanziamenti di quelle presenti - si trascina da quasi un decennio e ha condotto alla distruzione parziale di un patrimonio che nessuno aveva il diritto di sottrarre alla città e alle generazioni future, sembra prendere, alla fine, uno sviluppo positivo.
Italia Nostra, che ha costantemente manifestato il proprio dissenso rispetto a quella che veniva appaltata come “riqualificazione del Corso Garibaldi” per poi diventare “sostituzione dell’antico basolato” con quello che oggi calpestiamo nel tratto sud del Corso, esprime grande soddisfazione per la prospettiva che sembra prendere corpo, convinta che si abbia il dovere di custodire e consegnare alle future generazioni ogni - anche piccolo - segno del passato che le grandi distruzioni operate da incursioni, terremoti e, molto spesso, dalla furia della “ricostruzione”, hanno risparmiato.
Costerà troppo recuperare gli antichi basoloni? Dati in nostro possesso lo escludono. E, in ultima analisi, mantenere lo status quo, anche a costo della perdita del finanziamento, in attesa che amministrazioni future con maggiori disponibilità di fondi da destinare ai beni culturali, possano praticare soluzioni non devastanti, sarebbe sicuramente una saggia soluzione.

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