Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria

Tutela del Patrimonio Culturale

La Lista Rossa

 

 

La Lista Rossa” è la campagna nazionale di Italia Nostra Onlus. Uno strumento attraverso il quale l’associazione raccoglie ogni giorno denunce e segnalazioni, anche di cittadini attenti e responsabili, di beni comuni o paesaggi in abbandono o bisognosi di tutela, siti archeologici meno conosciuti, centri storici, borghi, castelli, singoli monumenti in pericolo.

Da Pompei alle Mura Aureliane a Roma, gli elenchi dei beni culturali manchevoli di un’appropriata manutenzione e a rischio sono molti, testimoniando l’urgenza di pensare a come difendere questo immenso patrimonio da superficialità e incuria.

La LISTA ROSSA inaugurata da Italia Nostra agli inizi del 2011 comprende molti siti archeologici meno conosciuti (per esempio in Abruzzo o Molise), interi centri storici, borghi, castelli, così come singoli monumenti. Per il tramite dei Consigli regionali, Italia Nostra ha chiesto a tutte le Sezioni di attivarsi per rendere sistematica e accurata l’opera di segnalazione.

 

17 gennaio 2019

 

Proposta di riconoscimento dell’interesse storico-culturale, e conseguente sottoposizione alla disciplina di tutela prevista dal D.Lgs. 42/2004, del sito medievale denominato “Motta Sant’Agata”, nel Comune di Reggio Calabria

La nostra Associazione, impegnata da lungo tempo nel promuovere la conoscenza e la valorizzazione del sito medievale denominato “Motta Sant’Agata”, ricadente nel territorio del Comune di Reggio Calabria, attraverso la campagna “Motta Sant’Agata: il Medioevo dentro la Città”, realizzata, tra l’altro, attraverso convegni, indagini archeologiche, eventi teatrali e visite guidate considerata l’alta valenza storica, culturale e paesaggistica del luogo e dei suoi manufatti, anche in quanto rarissima testimonianza dell’età medievale della città di Reggio Calabria, ritenendo sussistenti i requisiti previsti dal D.Lgs. 42/2004, peraltro accertati nel corso di una campagna di indagine archeologica organizzata nel 2012 da Italia Nostra, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria e la Pro Loco S. Salvatore, dopo aver inserito il sito nella “Lista Rossa” del patrimonio nazionale da salvare (https://www.italianostra.org/il-sito-medievale-di-motta-santagata-segnalazione-per-la-lista-rossa/), propone, per l’intera area rappresentata dalla rupe che si affaccia sul Torrente Sant’Agata e si erge nella frazione “S. Salvatore”, il riconoscimento dell’interesse storico-culturale e la conseguente sottoposizione alla disciplina di tutela prevista dal D.Lgs. 42/2004, allega scheda descrittiva del sito. Confidiamo nella condivisione della proposta e rivolgiamo distinti saluti. Reggio Calabria 17 gennaio 2019 Il Presidente dott.ssa Angela Martino

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15 gennaio 2017 - Prossima apertura del Parco dei Tauriani

 

L'articolo del nostro socio Giuseppe Mazzù sulla prossima riapertura del Parco Archeologico dei Tauriani a Palmi
Pubblicato su Cronache delle Calabrie - 15 gennaio 2017

8 gennaio 2017 - Umberto Zanotti Bianco

 

Articolo del nostro socio Giuseppe Mazzù sulle attività di Umberto Zanotti Bianco nella Piana di Gioia Tauro. 
Pubblicato su Cronache delle Calabrie - 8 gennaio 2017

 

29 settembre 2015 - Salta la nuova pavimentazione del Corso Garibaldi!!!!
Noi non abbiamo mai avuto dubbi sulla qualità dell'intervento e dei materiali utilizzati

21 luglio 2015 - FORSE SALVA ALMENO UNA PARTE DELLA PAVIMENTAZIONE DEL CORSO GARIBALDI

 

Finalmente! Sembra che le istituzioni (Comune e Soprintendenza) comincino a dialogare per la ricerca di una percorribile strada verso lo stop alla distruzione del lastricato storico del Corso Garibaldi, nella direzione che Italia Nostra aveva sollecitato da tempo, anche investendo direttamente del problema il Ministero per i beni culturali. L’annuncio dell’Assessore ai Lavori pubblici del Comune, apparso sulla stampa, fa ben sperare e da conferma della sensibilità nei riguardi del problema (grande pasticcio che si è ritrovata sul tavolo) che la stessa ha manifestato nei diversi incontri avuti con le associazioni allarmatissime di fronte allo scempio che si veniva perpetrando sul Corso Garibaldi. 
Oggi, probabilmente, un provvedimento mirante a salvare il salvabile, risulterebbe apprezzato anche dai molti cittadini che hanno provato a passeggiare con sofferenza sul nuovo lastricato e dai molti che, avendo visitato i centri storici delle diverse città d’Italia e del mondo, hanno potuto constatare con quale gelosa cura, negli stessi, vengano conservate e restaurate le pavimentazioni storiche.
Certo, a qualcuno potrà sembrare assurdo immaginare la coesistenza di due facce della principale arteria della città e dover accettare la dispersione dei basoloni già divelti e la possibile destinazione degli stessi verso direzioni imprevedibili, ma la cancellazione totale della pavimentazione storica è sicuramente una prospettiva da scongiurare. Quanto ai blocchi lapidei già asportati si chiede che essi vengano numerati, stoccati e custoditi da ben individuati responsabili proprio al fine di garantirne la conservazione e il riutilizzo in contesti di riqualificazione urbana o in sostituzione di quelli nuovi quando sarà necessario.
La vicenda che - tra irresponsabili o parziali permessi di precedenti soprintendenti e dirigenti dei beni culturali, miopie e superficialità di amministrazioni, funzionari e commissari cittadini, rassegnazione e paura di perdere i finanziamenti di quelle presenti - si trascina da quasi un decennio e ha condotto alla distruzione parziale di un patrimonio che nessuno aveva il diritto di sottrarre alla città e alle generazioni future, sembra prendere, alla fine, uno sviluppo positivo.
Italia Nostra, che ha costantemente manifestato il proprio dissenso rispetto a quella che veniva appaltata come “riqualificazione del Corso Garibaldi” per poi diventare “sostituzione dell’antico basolato” con quello che oggi calpestiamo nel tratto sud del Corso, esprime grande soddisfazione per la prospettiva che sembra prendere corpo, convinta che si abbia il dovere di custodire e consegnare alle future generazioni ogni - anche piccolo - segno del passato che le grandi distruzioni operate da incursioni, terremoti e, molto spesso, dalla furia della “ricostruzione”, hanno risparmiato.
Costerà troppo recuperare gli antichi basoloni? Dati in nostro possesso lo escludono. E, in ultima analisi, mantenere lo status quo, anche a costo della perdita del finanziamento, in attesa che amministrazioni future con maggiori disponibilità di fondi da destinare ai beni culturali, possano praticare soluzioni non devastanti, sarebbe sicuramente una saggia soluzione.

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