Italia Nostra Sezione di Reggio Calabria
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Attività Culturali 2020

22 Febbraio 2020 ITALIA NOSTRA PRESENTA IL PROGAMMA DELLE ATTIVITA’ 2020

 

INIZIA CON “L’ASPROMONTE, TERRA DI PALADINI – LA CHANSON D’APREMONT” IL CICLO DI CONVERSAZIONI SUI PAESAGGI CULTURALI DELLA CITTA’ METROPOLITANA

La suggestiva rappresentazione dell’Aspromonte fantastico, popolato da animali leggendari, quali il suggestivo Grifone, teatro dell’epopea dei Paladini di Carlo Magno - primo fra tutti Orlando che proprio qui avrebbe trovato il suo battesimo nelle lotte per cacciare i saraceni dalla Calabria e dalla Sicilia - e le bellezze
naturali del massiccio dell’Aspromonte, saranno al centro dell’incontro organizzato da Italia Nostra sezione di Reggio Calabria, in collaborazione con la Biblioteca Comunale, per l’inizio del ciclo di conversazioni sui Paesaggi culturali della Città Metropolitana, che si terrà mercoledì 19 febbraio alle ore 17,30 presso la Biblioteca Comunale.
I lavori, che saranno aperti da Angela Martino, presidente della sezione dell’Associazione, prevedono i saluti dell’assessore alla Cultura Irene Calabrò, proseguiranno con il tema trattato dalla professoressa Carmelina Sicari, “L’Aspromonte, terra di Paladini – La chanson d’Apremont” e si concluderanno con la proiezione di un video tratto da “Aspromonte, un mondo da scoprire” realizzato da Angela Martino.
Il tema del poemetto epico-cavalleresco, scritto in ottave da Verdizzotto, esponente dell’Accademia senese, specializzata nella lingua, fa parte del ciclo carolingio della Chanson de geste, attorno al XII secolo, nel periodo della dominazione normanna, probabilmente durante la terza crociata. I componimenti dei trovatori al seguito degli eserciti medievali venivano sottoposti a continue rielaborazioni e quella che ha per teatro l’Aspromonte, risalente al 1400, riporta anche le gesta di eroi locali.
La relatrice, che ha condotto studi approfonditi sull’opera, illustrerà gli aspetti anche misteriosi di un poemetto che nasce da rifacimenti che nella tradizione orale vengono tramandati attraverso diverse versioni a stampa. La più antica delle quali è un incunabolo risalente al 1490, stampata da Jacopo di Carlo e Piero Bonaccorsi e conservata presso la biblioteca di Firenze. Importante è anche l’edizione ferrarese del 1547 nella quale sono indicati L’autore Verdizzotto, e il cantastorie “Bivonio” che riporta, nel frontespizio, la scritta che non lascia dubbi sul titolo e sugli argomenti: “Aspramonte”. L’opera narra di molte battaglie “de Orlando e de molti reali di Francia come leggendo chiaro potrà ciascheduno intendere” e anche delle gesta dell’eroe Reggino Ruggieri di Risa che difende la sua città, Reggio Calabria, che cade in mano saracena solo dopo la sua morte.
Una storia letteraria dall’itinerario complesso e misterioso che ha per teatro l’Aspromonte che ne accresce l’immagine di luogo misterioso soprattuto per gli animali fantastici che la popolano.

L’Aspromonte, terra di Paladini: "La Chanson d’Apremont”

di Carmelina Sicari
 

L'Aspromonte, un massiccio della Calabria meridionale in provincia di Reggio Calabria, ha la punta più alta in Montalto (1955 m slm).
Esiste il parco di Aspromonte e varie associazioni escursionistiche che hanno tracciato i sentieri al suo interno. Ma il paesaggio straordinario della montagna è vario e mutevole (cambia continuamente), così il lago Costantino che si è formato improvvisamente ora sta sparendo.
In questo straordinario scenario naturale, l'Aspromonte, è ambientata una canzone di gesta: L'Aspromonte, appunto, del XII secolo che è simile alla più celebre canzone di Rolando1.
L'Aspromonte non è solo la montagna sacra dei Calabresi, espressione e simbolo di forza, di sicurezza, di stabilità, nell'immaginario collettivo delle genti che vi abitano intorno, che ne vivono la potenza.
È un mondo continuamente mutante nel suo paesaggio per le acque che vi si creano, compaiono all'improvviso e poi lentamente si dissolvono.

È un mondo vivente, profondamente variegato (diversificato) nella biodiversità della vegetazione e della fauna, nei bacini, ma è anche un soggetto letterario.
Sapevamo dei mille racconti, delle leggende che narrano di tesori e di avventure. La montagna è da sempre il regno dei morti, mondo sotterraneo, sede di riti magici. Questa montagna ha, però, anche il privilegio di essere protagonista nientemeno che di una canzone di gesta. Essa è il corrispettivo dei Pirenei, vista come sede di 
combattimenti epici.

Qui nel bosco delle pinelle, dei pini nani, forse ai campi di Bova, correvano i cavalli chiamati per l'appunto correnti, dei cavalieri armati di tutto punto, i paladini pronti a morire per la fede, per difendere i confini della cristianità dagli invasori.

Una sorta di Termopili, dunque.
Come tale l'Aspromonte corse nella leggenda fino ai confini dell'Europa in numerosissime versioni. La più celebre di esse è l'Aspramonte, in ottave.
L'Aspromonte solo recentemente è caduto in oblio sotto questo profilo di grandiosità e di poeticità.
Come tutte le canzoni di gesta il poema Aspromonte è stato prolungato da rifacimenti con premesse.
L'Aspramonte, poemetto da cui trae ispirazione Ariosto, ha come premessa la caduta di Risa, Reggio. Risa viene tradita ed il suo eroe Ruggieri ucciso a tradimento.
La sua conquista e il passaggio degli abitanti a fil di spada sono il motivo che spinge i vassalli di Carlomagno a riunirsi in Aspromonte.

I luoghi di Risa sono precisi: il palais, il castello; la chiesa normanna di San Giovanni, corrispondente all'attuale San Giorgio, nella quale si svolgono le nozze di Ruggieri e Gallicella, la donna saracena guerriera che è l'antenata di Bradamante.
La donna, risparmiata dal fratello Almonte, saraceno, si reca al porto di Calamizzi, a sud della città e di là si imbarca girovagando per lo Stretto.
Dalla primitiva canzone sono tratti la salita di Namo in Aspromonte, da Melia, sopra Scilla, il bosco di pini dove corre Orlandino guidato da San Giorgio, la fonte dove si svolge il duello con Almonte.
Ma al di là dell'interesse storico archeologico, del testo, al di là della stessa valenza linguistica, per cui la canzone diffondendosi dalle zone del sud nel territorio delle corti di Mantova, Ferrara, Milano, Urbino contribuisce alla diffusione della lingua letteraria, l'Aspramonte è, oggi, per noi, parola e bisogna ascoltarla.
L'Aspromonte non è la montagna maledetta, eletta a propria dimora dalla malavita, 
ma è frontiera naturale nel cuore del mondo mediterraneo per l'Europa. Non è un caso che l'unica canzone di gesta sorta in Italia sia sorta qui… Ecco cosa accade quando i confini sono mal custoditi!

Cosa ci racconta la “canzone?
Ci racconta che solo l'unità del territorio e solo l'educazione possono fermare la devastazione e la rovina.
Ci indica che l'Europa rinasce in Aspromonte. È questo il messaggio gridato che siamo invitati a cogliere.
Ci suggerisce la solidarietà.
Ma Aspramonte è educazione al sentimento dell'onore, al rischio, alla responsabilità, alla difesa del territorio.
Come in tutte le canzoni, il progetto educativo è inclusivo, ossia, nella vicenda generale sono comprese le storie particolari.

 

1. La Chanson de Roland (seconda metà dell’ XI secolo) appartiene al ciclo letterario carolingio; essa è considerata fra le composizioni più alte e significative della letteratura francese del Medioevo; trae spunto dalla battaglia di Roncisvalle (15 agosto 778) che vede la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno – comandata dal paladino Roland – attaccata e annientata dai baschi visti alla stregua di saraceni.

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